Le leggi che governano circuiti di questo tipo vanno sotto il nome di principi di Kirchhoff, dal nome dello scienziato tedesco che ne enunciò la forma matematica.

Quindi, un circuito in cui circola una corrente di intensità I e ai cui estremi viene applicata una differenza di potenziale V consuma una potenza P = VI.

In un circuito chiuso, la differenza di potenziale e la f.e.m. diventano uguali solo nel caso ideale in cui R = 0, che nella pratica è però impossibile da realizzare (spesso, tuttavia, la resistenza interna del generatore è molto minore della resistenza degli altri elementi del circuito e può venire trascurata).

Ad un circuito possiamo collegare diversi dispositivi, in grado di sfruttare la forza elettromotrice per mettere in funzione lampadine, motori, cicalini e piccoli radiatori, mostrando l’incredibile flessibilità dell’energia elettrica, capace di trasformarsi in energia luminosa, cinetica o termica.